Fattori salutari

I fattori che determinano la salute possono essere suddivisi in 7 macro-aree: fattori individuali, fattori familiari, fattori socioeconomici, fattori culturali, abitudini di consumo, fattori ambientali, struttura della società. A noi interessa approfondire la prima di queste categorie: i fattori individuali, che a loro volta possono essere suddivisi in biologici, comportamentali e psicologici. Nel complessissimo mosaico di interazioni reciproche fra i vari elementi del modello biopsicosociale, come counsellor mi interessa studiare e lavorare   soprattutto sugli aspetti di comportamento e psicologici. Ma quali sono i fattori psicologici che i ricercatori hanno valutato influenzare maggiormente la salute, quali le attitudini, le capacità? Il Coping, la Hardiness, l’ Autoefficacia, l’Autostima e la Capacità di comunicazione e risoluzione dei problemi.

Il COPING è la risposta che si adotta per far fronte a eventi che vengono vissuti come problemi. Le strategie di coping mutano continuamente con la situazione e comprendono risposte di tipo comportamentale, emozionale e cognitivo. Vengono definiti coper efficati le persone che di fronte a dei problemi hanno la flessibilità di organizzare dei progetti alternativi, la lungimiranza di fare progetti a lungo termine e la razionalità necessaria a delle valutazioni accurate. Per contro i coper inefficati sono coloro i quali eludono i problemi e le sfide della vita, se ne ritraggono, a volte anche con reazioni impulsive, non si godono il piacere del proprio potere personale nel far fronte alla difficoltà ma delegano all’esterno la colpa di quello che gli accade.

Una seconda caratteristica psicologica studiata nella correlazione con la capacità di far fronte ai problemi è la HARDINESS. Si definisce come “un insieme di atteggiamenti e di abilità che migliorano le prestazioni, l’autorevolezza, il morale, la tempra e la salute nonostante la presenza di condizioni avverse”(Zucconi, Howell, 2003, p. 105). Tra le persone più esposte ad alti livelli di stress , sono maggiormente protette dal rischio di ammalarsi quelle munite di una personalità hardy, ovvero fornita delle tre seguenti caratteristiche: Impegno (desiderio di conoscere e tendenza al coinvolgimento), Controllo (convinzione di poter incidere sugli eventi anziché sentirsi impotente) e Sfida (sentire le sfide come un’avventurosa opportunità di crescita e non come una fastidiosa alterazione dello status quo).

Per AUTOEFFICACIA intendiamo la convinzione di essere in grado di organizzarsi e mettere in atto delle azioni per poter fronteggiare determinati problemi o raggiungere certi obiettivi. La fiducia in se stessi aumenta le probabilità di riuscita. La riuscita nello studio e nel lavoro ma anche le abitudini alimentari e di consumo insalubri possono essere influenzati positivamente con alti livelli di autoefficacia, con l’automotivazione, la autovalutazione e stabilendo obiettivi raggiungibili.

L’AUTOSTIMA. Sentirsi capaci e meritevoli nonché in grado di relazionarsi con fiducia ha un deciso impatto sulla propria salute e sulla qualità della propria vita. L’autostima, l’attribuirsi del valore, ha anche a che fare con la capacità di riconoscere i propri bisogni, comprendere quali sono i propri diritti e il desiderio di soddisfarli. In ogni campo: lavoro, salute, nelle relazioni sociali e personali.

La CAPACITA’ DI COMUNICARE I PROPRI PROBLEMI E DI RISOLVERLI. “La capacità di comunicare le proprie preoccupazioni ed i propri bisogni mediante messaggi congruenti in prima persona influisce sulle probabilità che tali bisogni vengano esauditi.“(Zucconi, Howell, 2003, p. 111) Questo anche grazie al fatto che i messaggi in prima persona vengono percepiti spesso come meno impositivi e critici e riducono in chi li ascolta resistenze e atteggiamenti difensivi.