Psicologia umanistica

abraham-maslow
Abraham Maslow

La psicologia umanistica nasce negli Stati Uniti intorno alla metà del 20-mo secolo. Prende anche il nome di “Terza Via” con l’esplicito intendo di definirsi alternativa ai due approcci terapeutici più in voga a quel tempo: la psicoanalisi e il comportamentismo. Tra i padri fondatori della psicologia umanistica possiamo annoverare Abraham Maslow, Rollo May e Carl Rogers.

 

Rollo May
Rollo May

La distinzione principale insita nell’approccio della psicologia umanistica è la fiducia che l’essere umano nasca  fondamentalmente sano e libero. Che sia dotato di una forza interiore positiva che istintivamente lo porta alla autorealizzazione e alla libera espressione di se’ nella vita. Ciascuno con i propri talenti e secondo le proprie capacità può sviluppare e conseguire il proprio potenziale. Questa energia prende il nome di tendenza attualizzante. La forza vitale interiore di ciascuno è differente, come pure la realizzazione di se’ e la definizione di felicità e soddisfazione.

 

Carl Rogers. Uno dei padri della psicologia umanistica.
Carl Rogers

Se la tendenza attualizzante potesse essere controllata, gli esseri umani riuscirebbero ad autoregolarsi e crescere in modo sano ed equilibrato. Ma quando questo accade? Quando  le condizioni e l’ambiente sono favorevoli. Il counselling crea le condizioni favorevoli che permettono al cliente di esplorare la propria esperienza. In questo modo il cliente  del counsellor (non si usa il termine paziente per sottolineare la non subalternità fra le due persone coinvolte nel processo di counselling) può scoprire le proprie risorse personali e uniche utili alla soluzione del proprio problema.

Il disturbo mentale, secondo Rogers, altro non è che la distorsione dello sforzo che l’individuo compie nell’intento di attuare le proprie potenzialità. Ponendo il cliente al centro della terapia, il terapeuta (e il counsellor) non deve fornire la propria interpretazione di salute mentale. Proprio per questo Rogers propone  il metodo della terapia non direttiva. Ciascun individuo, nel suo profondo, sa cosa rappresenta per lui il benessere personale e deve essere libero di conseguirlo a modo proprio.

Nei momenti difficili tuttavia è normale sentirsi combattuti fra diverse parti di noi o sopraffattti da sentimenti dolorosi molto intensi. Il counsellor puo’ aiutare a ritrovare il proprio salutare orientamento interiore creando  le condizioni favorevoli  all’autoesplorazione. Esse diverranno utili al riconoscimento dei propri più profondi bisogni, primo passo indispensabile per ritrovare l’equilibrio cercato.